Diospyrus Lotus BIO o albero di Sant’ Andrea su vaso cm 26

25.00

Il Diospyros lotus, conosciuto comunemente come Albero di Sant’Andrea (o anche Loto, Kaki selvatico o Legno di data), è una pianta antica e affascinante, strettamente imparentata con il comune cachi (Diospyros kaki), ma con caratteristiche molto distinte.

L’albero di Sant’Andrea è una specie decidua originaria dell’Asia occidentale e dell’Europa sud-orientale.

  • Portamento: È un albero di medie dimensioni che può raggiungere i 9-15 metri di altezza. Ha una chioma densa, tondeggiante e molto decorativa.

  • Tronco e Corteccia: Il tronco è dritto con una corteccia grigio-bruna che, negli esemplari adulti, si fessura in piccole placche rettangolari molto caratteristiche.

  • Foglie: Sono ovali, lucide sulla pagina superiore e leggermente più chiare su quella inferiore. In autunno regalano uno spettacolo cromatico virando verso il giallo dorato.

  • Fiori:  I fiori sono piccoli, di colore bianco-verdastro o rosato, e sbocciano verso giugno.
Categoria:
Condividi

Descrizione

A differenza del cachi classico, i frutti del Diospyros lotus sono molto piccoli, simili a grosse ciliegie o piccole prugne (circa 1-2 cm di diametro).

  • Aspetto: Inizialmente gialli, diventano di un blu-nerastro o violaceo quando sono completamente maturi, spesso ricoperti da una sottile patina cerosa (pruina).

  • Sapore: Quando sono immaturi sono estremamente astringenti (allappano). Una volta ammezziti (ovvero dopo aver subito le prime gelate o un periodo di riposo), la polpa diventa morbida, dolce e ricorda il sapore dei datteri o dell’uva passa.

  • Curiosità: Il nome “Diospyros” deriva dal greco e significa letteralmente “Grano degli Dei”.

  • Utilizzi Principali

    L’Albero di Sant’Andrea non è solo una pianta da frutto, ma ha diversi ruoli importanti:

    1. Portainnesto: È l’utilizzo più comune in agricoltura. Grazie alla sua rusticità e al suo apparato radicale vigoroso, viene usato come base per innestare il Cachi comune.

    2. Ornamentale: Molto apprezzato nei parchi per la sua resistenza all’inquinamento e per la bellezza del fogliame autunnale e dei piccoli frutti scuri che rimangono sui rami spogli in inverno.

    3. Alimentare: I frutti si consumano prevalentemente essiccati o dopo completa maturazione. In alcune culture vengono usati per produrre sciroppi o bevande fermentate.